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Social Network vs menti deboli: Domenico Dolce, Stefano Gabbana e Sir Elton John, oggi, ci danno una lezione.

March 17th, 2015 No comments

Dove risiede la libertà di espressione? Quale dove sono i limiti della legge sull’istigazione all’odio? Social Network vs menti deboli, ci avete mai riflettuto? Domenico Dolce, Stefano Gabbana e Sir Elton John, oggi, ci danno una lezione.

Wired scrive oggi nella sua pagina un super articolo, che qua riportiamo in parte (e che vi consigliamo leggere completamente) ma che ci ha fatto pensare molto sul l’influenza dei social networks oggi.
Mi preme dire che non sono fanatico di nessuno dei due partecipanti (ne della musica di Elton John ne dell’abbigliamento di Dolce&Gabbana), ma invece sono molto interessato nel soggetto di discussione, MANIPOLAZIONE DI MASSE e, se da qualche parte esiste, anche DEMOCRAZIA.

Le chiavi di lettura di questo articolo sono:
1- Grazie ai social network, siamo tutti capaci di controllare il 100% delle menti debole o senza personalità?
2- Conseguenze di un post, qualunque social media sia.
3- Oggi siamo tutti capaci di controllare le masse, e senza un minimo di coscienza le conseguenze potrebbero essere devastanti.
4- Grazie alla loro influenza su i nostri politici, oggi si potrebbero scegliere le sorti delle leggi e della vita tra 20 anni, Proprio oggi.
5- Dove risiede la libertà di espressione?
6- Quale dove sono i limiti della legge sull’istigazione all’odio?
7- Social Network vs menti deboli, ci avete mai riflettuto?

Yuleisy Yamiley 

JE SUIS DOLCE GABBANA elton jhon

Je suis Dolce&Gabbana. Original design by Dr. Pietros Cannon.

 

Dolce & Gabbana: ma non eravamo tutti Charlie?

“…..Sul tema ho ovviamente le mie idee. Una delle quali, per esempio, è che l’amore non può certo costituire un sacrilegio rispetto agli “schemi prestabiliti” della tradizione. O, peggio, della presunta “normalità”. Lo Stato, come ho già argomentato sulle adozioni ai single, deve smetterla di mortificare i cittadini dividendoli fra persone di serie A e serie B. Semplicemente perché, assegnando o negando diritti sacrosanti in base a parametri senza fondamento, mortifica sé stesso e tutti i suoi cittadini. Inclusi quelli ingiustamente privilegiati.

D’altra parte il fenomeno degli uteri in affitto (di qualsiasi orientamento siano le coppie che vi ricorrono) mi lascia abbastanza perplesso. Specie per le implicazioni neocolonialiste che si porta dietro. Non è un caso che la Thailandia abbia appena vietato la pratica. Ricordate il caso della 21enne Pattaramon Chanbua che ebbe due gemelli “per conto” di una coppia australiana? Uno dei due nacque con la sindrome di Down e i genitori “committenti”, una volta resisi conto della situazione, si rifiutarono di prenderlo con loro, lasciandolo alla poverissima madre naturale. Questo solo per dire che le implicazioni sono decine e non tutte auspicabili. Anzi.
Ma, ripeto, questo lato del dibattito, in particolare se squadernato con l’usuale approssimazione da social network, in questo momento non m’interessa. Per quanto paradossale possa essere. M’interessa pormi e porvi una domanda di metodo: fino a poche settimane fa non eravamo tutti Charlie? Voglio dire, c’è un qualche tipo di proporzione fra le frasi di Domenico Dolce e lereazioni arrivate dai vip di tutto il mondo, a cominciare da Martina Navratilova passando per Ricky Martin fino a Victoria Beckham? Dal profumo scaricato nella tazza del cesso alle mutande scagliate nel cestino fino alle camicie infilate nella differenziata o alle minacce di falò dei capi D&G (Courtney Love). Per non parlare, ovviamente, delle dichiarazioni, dei tweet, dei post. Fra i quali il più equilibrato rimane in fondo il primo, quello di Elton John su Instagram.
D’altronde basterebbero le parole di Stefano Gabbana a chiudere la questione: “Crediamo fermamente nella democrazia e pensiamo che la libertà di espressione sia una base imprescindibile per essa. Noi abbiamo parlato del nostro modo di sentire la realtà ma non era nostra intenzione esprimere un giudizio sulle scelte degli altri. Noi crediamo nella libertà e nell’amore”. Che poi, se anche avessero voluto esprimere un giudizio sui “figli della chimica e sui bambini sintetici”, non avrebbero forse potuto farlo? Quale sarebbe stato il problema? Le nostre emittenti trasmettono a getto continuo le bestialità di chiunque riesca a impossessarsi di un microfono, Twitter si trasforma spesso in un suk dell’odio e due personaggi pubblici – più o meno rispettosamente, il punto mi pare alla fine questo – non possono dire la loro di fronte a un giornalista che li sente per un periodico?
Ripeto: non eravamo forse tutti pronti a immolarci per la libertà d’opinione appena tre mesi fa? O forse c’è un equivoco: siamo disponibili ad accordarla solo a certe categorie – i buffoni di corte, gli umoristi, i giornalisti – imprigionando chiunque altro all’interno di assurdi obblighi d’opinione legati alle dichiarate preferenze sessuali? Da qualsiasi fonte derivi e a (quasi) qualsiasi argomento si applichi, il pensiero unico ci fa fare più passi indietro che in avanti. Intendo sul piano dei diritti per tutti. Certo anche il pensiero stupido non è che aiuti molto….”

Simone Cosimi
Giornalista

L’articolo lo trovate in originale su: WIRED http://www.wired.it/attualita/media/2015/03/16/dolce-gabbana-non-eravamo-tutti-charlie/ )

La BBC de Londres lo elogia y elige Simón Bolívar fue electo como el hombre mas importante del siglo XIX.

September 12th, 2014 No comments

simon bolivar article“Con solo 47 años de edad peleó 472 batallas siendo derrotado solo 6 veces. Participó en 79 grandes batallas, con el gran riesgo de morir en 25 de ellas. Liberó 6 naciones, cabalgó 123 mil kilómetros, más de lo navegado por Colón y Vasco de Gama unidos. Fue Jefe de Estado de 5 naciones. Cabalgó con la antorcha de la libertad la distancia lineal de 6.500 kilómetros, esa distancia es aproximadamente media vuelta a la Tierra. Recorrió 10 veces más que Aníbal, 3 veces más que Napoleón, y el doble de Alejandro Magno. Sus ideas de Libertad fueron escritas en 92 proclamas y 2.632 cartas. Lo mas increíble es que muchas de ellas fueron dictadas de forma simultánea y en diferentes idiomas a distintos secretarios. Pero lo mas importante es que el ejército que comandó nunca conquistó… sólo LIBERÓ…”

Algunos datos importantes sobre Simon Bolivar:
Simón José Antonio de la Santísima Trinidad Bolívar y Palacios Ponte-Andrade y Blanco, mejor conocido como Simón Bolívar, (Caracas, Capitanía General de Venezuela, 24 de julionota 1 3 de 1783 — Santa Marta, República de Colombia, 17 de diciembre de 1830) fue un militar y político venezolano de la época pre-republicana de la Capitanía General de Venezuela; fundador de la Gran Colombia y una de las figuras más destacadas de la emancipación americana frente al Imperio español. Contribuyó de manera decisiva a la independencia de las actuales Bolivia, Colombia, Ecuador, Panamá, Perú y Venezuela.

The Vince McMahon School of Productivity

September 13th, 2012 No comments

As the chairman and chief executive of World Wrestling Entertainment (WWE), Vince McMahon, 66, oversees a global professional wrestling empire with programming in 145 countries. After almost singlehandedly redefining both “wrestling” and “entertainment” in the 1980s, McMahon has successfully steered the company—which has launched the careers of every buff, bold-faced wrestler from Hulk Hogan to Dwayne “The Rock” Johnson—through steroid scandals and even severe miscalculations such as the XFL. Around the ring, though, business continues to boom. In 2011, the company brought in $483.9 million in revenue. As WWE prepares to celebrate the 1,000th episode of its flagship program,Monday Night Raw, Bloomberg Businessweek asked McMahon for his managerial secrets to success.

World Wrestling Entertainment Inc. Chairman Vince McMahon

World Wrestling Entertainment Inc. Chairman Vince McMahon is introduced during the WWE Monday Night Raw show at the Thomas and Mack Center

 

Listen to Your Employees—and Yourself

“You can’t say, ‘Go do so-and-so,’ unless you’re willing to do it. You can’t ask someone to put in a zillion hours unless you’re willing to go do it. You can’t ask anyone to have a passion for a product unless you have it. Listening is a lost art. I have a unique ability to listen to myself as I’m talking. That’s somewhat unique, but I think that to listen is to learn. I think some of things begin from a natural standpoint, and you’ve got to work at them. You’ve got to let it evolve.”

Treat Every Day Like Day One

“Once you make a decision, you go with it, and everyone gets behind it. There’s no second-guessing. One of my expressions is, ‘First day on the job.’ That’s the way I like our executives to look at our business every day and what they do. When you do that, then it either confirms that what you did yesterday is the right way—or it’s, like, ‘Ooh, now that I have this new information. … There’s this new form of media, there’s a new way of thinking of things, you know, or I read a book last night, I read something in the newspaper ….’ Bringing that degree of intelligence and flexibility into the organization is very, very important.”

Don’t Cultivate Fear

“Certainly the best way to fail in management [is to be distant and imperious]. You shut people down. If you have all the answers, why is anyone around you? If your ego is so big, then there’s no room for anyone else’s. The fear stuff—that is so rotten. You have to earn everyone’s respect. I have to do it every day. Sometimes I leave the office and I feel great. In military terms, I’ve got ‘scrambled eggs on my cap.’ I’ve got medals dripping off my chest. When I wake up in the morning, they’re all gone. You have to earn everyone’s respect in business every day.”

Clear Your Head and Find Your Zone

“I average about four hours of sleep. I don’t like to sleep. I’m missing something when I’m sleeping. From a personal standpoint, I’m aggressive by nature and I’m truculent by nature. So I need to have a socially acceptable outlet for that. That would be bodybuilding. I enjoy that. It’s a challenge to be stronger. I get a lot of enjoyment by training. Nutrition goes with it. I train for my head—not my body. The ancillary benefits are that I’m healthy as a horse. It really does clear my head. It’s an opportunity to wash anything from my head, business-wise or personal. That’s my moment when I can get into a zone.”

Don’t Settle for BS Answers When Interviewing Job Candidates

“My first question is: Why do you want to work with WWE? They don’t have to know WWE, by the way. They don’t have to be fans. Sometimes that gets in the way. If they give me a boilerplate answer, I look at them and I say, ‘That’s a boilerplate answer. It’s not what I’m looking for.’ I’m very straightforward and very honest with people. That’s what I want back. Don’t tell how to make the watch—tell me what time it is. Be honest. It cuts through a lot of crap. People know where they stand. They know where you stand. Life becomes a lot easier.”

Complacency Is Your Worst Enemy

“Indecision ticks me off, but complacency would be the biggest thing. I don’t take anything for granted. There’s no entitlement. I’m not entitled to take my next breath. I will never be complacent. If I climb a mountain, I want to see the next highest peak. Encourage employees by giving them other opportunities. I think if you see complacency, you say from an HR standpoint, ‘We find that you’re becoming complacent.’ So as a quality I don’t like, that’s strike one. Strike two is if they can’t change—if they can’t look at it as the first day on the job. Sometimes people need a kick in the butt for themselves—personally or professionally. Strike three is when it doesn’t work.”

 

By Keenan Mayo

Source: www.businessweek.com

Inventor Steve Katsaros Brings Light To Off-Grid Communites

September 7th, 2012 No comments

steve katsaros

Inventor Steve Katsaros created Nokero, a solar light bulb designed to provide light to 1.6 billion people in the world that lack access to electricity.

 

Launched in June of 2010, the Nokero bulb combines the best in solar and LED technology to create a superior, yet affordable, solar light. It’s made to last. The clear globe is made from the same shatter-resistant polycarbonate used in car headlights, and its high-temperature battery ensures it will charge efficiently even in the world’s hottest weather.

Steve Katsaros ecological lamp light no kerosene

 

Nokero has the potential to be a powerful tool to government and non-governmental organizations to bring disaster

 

relief in times of calamity, such as earthquakes, hurricanes and other natural disasters, when light is often needed most.

 

Nokero can be used in the home as well. It can be hung on an outdoor patio, soaking up light during the day and providing soothing light in the evening. It can also be used in classroom education, camping, in backyards, or in any ways in which traditional lighting is currently employed.

 kenya nokero

Steve Katsaros founded Nokero (short for No Kerosene) in June 2010, a for-profit company that designs affordable solar technology solutions expressly for poor, off-grid communities around the world. Katsaros’ goal has been to develop safe, affordable and environmentally friendly technology that eliminates the need for harmful and polluting fuels.

 

by ANDREW KRAUSS
Source:  http://inventornotes.com/